Scritto da bobochic nella categoria city guide in data agosto 20, 2012

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Pronte a partire per la capitale del romanticismo e della moda? Stampate la mia cartina e il Marais (tra i quartieri più di tendenza di Parigi) non avrà più segreti per voi. Per una guida completa allo shopping meno scontato nella Ville Lumière – e insieme anche a Londra e Parigi – procuratevi il mio libro, in vendita qui e anche qui.

Il punto di partenza del nostro tour di shopping nel Marais è il Centre Pompidou (una visita è d’obbligo: l’edificio, progettato negli anni Settanta da Renzo Piano e Richard Rogers, rivoluzionò l’architettura mondiale. Al suo interno il museo nazionale d’arte moderna e tante esposizioni di arte contemporanea e design). Di fronte alla bellissima fontana di piazza Stravinsky, c’è Dame Tartine dove è possibile gustare un’insalata con vinagrette o un delizioso croque monsier prima di addentrarsi nelle viuzze del Marais.

Dal Pompidou prendete Rue Saint Merri che più avanti prende il nome di Rue Ste-Croix de la Bretonnerie. Qui, al numero 8, c’è Free’p’star, negozio vintage gemello dell’altro Free’p’star nella parallela Rue de la Verrerie. Altre friperies (negozi di abbigliamento vintage) interessanti si trovano in Roi de Sicile, tra cui: Mam’zelle Swing, al numero 35, piccolo negozio dall’ atmosfera retro dove troverete la simpatica proprietaria vestita in stile anni ’50, ascoltare musica da una vecchia radio.

Free'p'star

Poco più avanti vi imbatterete in Joy, boutique multimarca (fra i suoi brand: Fred Perry by Jessica Odge). Proseguendo, sulla sinistra non potrete non notare il dark-gotico Noir Kennedy. I negozi sono due e piaceranno alle bad girls stile Amy Winehouse. L’arredamento del negozio è senza dubbio originale, con bare trasformate in specchi, vestiti da sposa insanguinati appesi alle pareti e cabine del telefono old-London come camerini. Alla fine della strada potrete rifocillarvi da Bubbles, un diet bar ottimo per uno spuntino dietetico sfogliando Elle e Marieclaire. Alla vostra sinistra si estende il quartiere ebraico.

Al 32 di Rue des Rosiers c’è Vintage Désir. In Rue Pavée K.Jacques St Tropez, il celebre negozio di St Tropez dove comprare le super-chic tropeziennes e spartiates originali (i prezzi vanno da 140 a165 euro. Un consiglio: per 39 euro potete acquistarne un paio altrettanto belle e di buona fattura da Retro Mod in Rue du Four, quartiere Saint Germain. Se invece ci tenete all’originalità e non potete volare a Parigi, online le troverete  - scontate! – su shoescribe.com).

Proseguendo su Rue Pavée sbucherete in Rue Francs Borgeois, imboccatela tenendo la destra. Al n8 troverete i celebri profumi artigianali di Diptyque, le boutique Bensimon uomo donna e bambino (le classiche lacet, le preferite di Jane Birkin, costano 25 euro. Molto più chic delle nostre Superga!), al 10 Abu D’Abi Bazar (boutique multimarca con brand interessanti: Etoile Isabelle Marant, American Vintage, Stella Forest, Toupy, Iro, Virginie Castaway), al 43 Les Petites, al 38 Corinne Sarrut e American Retro.

Tornando verso il Pompidou, con Place des Voges alle spalle, Francs Borgeois incrocia Rue Vieille du Temple, un’altra strada da percorrere per intero. Da segnalare: Iro, Sandro (al 50), Paul & Joe Sister, Manouch (75), Jamin Puech con le sue favolose borse (68), La Belle Hortense, café letterario(31), a destra Shouka (78) che vende Diables e By Zoé, Yukiko (97): la proprietaria giapponese ha bellissime borse vitage firmate Chanel (la 2.55 costa 1000 euro) e Dior in perfetto stato (in vendita anche online all’indirizzo www.vintage-paris.com).

All’angolo, in Rue de la Perle, c’è Café la Perle, di moda per il dopocena (scenario dell’”incidente” che costò molto caro a Galliano!). Da Francs Borgeois, poco prima di Place des Voges, parte Rue de Turenne, dove trovate Olga (mutandine Burfitt, stivali D.Co Copenaghen, infradito Tatosh). Proseguendo, Rue de Turenne incrocia Rue de Saintonge dove, al numero 47 c’è una boutique Isabel Marant (meravigliosa!). Al 24 di Rue Sévigné c’è il grazioso Des Petites Hauts, di fronte Piment Café, per un caffé.

merci-merci.com

Al 45 di Rue de Charlot c’è Mes Demoiselles, indirizzo imperdibile per la sua linea di abbigliamento femminile, assolutamente bobochic, con i suoi colori pastello e le sue lane tricot (in inverno naturalmente!). Ultima tappa della giornata dedicata allo shopping: Merci (111, Boulevard de Beaumarchais), il nuovissimo concept store che fa concorrenza al celebre Colette, si sviluppa su due spettacolari piani di capi vintage, collezioni di stilisti francesi, oggetti di design e home décor, ma anche libri e abbigliamento bambino.

Scritto da bobochic nella categoria city guide in data dicembre 16, 2011

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Reduce da un lungo weekend di shopping prenatalizio a Londra, vi posto alcune foto. Sopra l’Ingresso della casa del mio amico Gianluca a Islington (quartere cool pieno di negozi e locali. Da visitare! possibilmente con la mia guida alla mano… NY-LON-PARIS SHOPPING). Sotto un trionfo di dolci al mercato di Portobello Road dove ho comprato delle posate di old sheffield (esattamente come le cercavo!), e uno specchio (sì, uno specchio che mi sono trascinata per tutta Londra e poi in aereo come bagaglio a mano… ne è valsa la pena? Lo specchio è giunto intatto a destinazione e presto lo vedrete fotografato alla parete del mio bagno).

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Se capitate a Londra di domenica, non perdetevi il mercato dei fiori di Columbia Road. Cito dalla mia guida NY-LON-PARIS SHOPPING: Tutte le domeniche Columbia Road si trasforma in un grande giardino rigoglioso in cui prosperano piante di ogni specie. Nell’aria si sprigiona profumo di fiori, mentre l’atmosfera è quella effervescente e chiassosa del mercato. E’ il Flower Market, che occupa la strada animando le boutique, le gallerie d’arte, i caffè e i ristoranti che si affacciano su Columbia con le loro vetrine. Quasi tutti gli esercizi sono chiusi tutta la settimana e concentrano il lavoro nei weekend, o solo la domenica. I locali dei negozi sono di epoca vittoriana, creati intorno al 1860, mentre le fabbriche per la tornitura del legno che fino al tardo Novecento avevano sede in quest’area sono state trasformate in ristoranti e caffè. Columbia Rd. Flower Market, domenica 8-15. www.columbiaroad.info

Non ci ero mai stata sotto Natale e, sebbene molto bello in primavera, il flower market è ancor più vivace e magico in questo periodo dell’anno. Oltre ai fiori vi si trovano ghirlande e bacche rosse per addobbare la casa e, naturalmente, abeti per fare l’albero di Natale.

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Un posto molto carino e intimo – ha solo due tavoli – per fare una sosta (anche se il menù, molto molto esiguo, comprende solamente sandwich e croque monsieur che poi sono semplicemente dei toast al prosciutto e formaggio) è Printers & Stationers (21a Ezra Street, parallela a Columbia Rd). Foto sotto.

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Date una sbirciatina anche alle boutique lungo la strada, in particolare a J&B (158a Columbia Rd, aperto giovedì 16:30-19:30, sabato 12-16:30, domenica 9-16:30), il negozio di Jessie Chorley e Buddug Wyn Humphreys, due amiche gallesi che creano a mano bijoux, vestiti, oggettistica e cartoleria. Come non entrare quando si vede una vetrina così?

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Per idee regalo e gadget originali, c’è Supernice shop (106 Columbia Rd, anche shop online), io ho comprato dei baffi finti di tutti i tipi – ho in mente di organizzare prossimamente un mustache party. Da Vintage Heaven (82 Columbia Rd) invece ho acquistato dei vecchi piatti di porcellana inglese, ognuno diverso dall’altro, per un tè con dolcetti old style! Infine da Milagros (al 61 di Columbia Rd), trovate ex voto messicani colorati e ironici che piacerebbero a Tim Burton (foto sotto).

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Scritto da bobochic nella categoria our tips in data luglio 1, 2010

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I suoi vestiti paiono origami di stoffa e fondono l’estetica orientale e quella occidentale in linee geometriche e femminili. Di origine sudcoreana (si deduce dal fatto che il suo quartier generale è a Seoul), l’identità di questo fashion designer di talento è abbastanza misteriosa. Anche Giliyate non ha significato alcuno, ma è un semplice accostamento di lettere che pronunciate danno vita a un suono. Mentre la sezione “stockists” sul sito è ancora in costruzione, e non sarebbe dato sapere dove comprarlo… se non fosse che io l’ho scoperto in una favolosa boutique londinese, nota per le sue scelte all’avanguardia. Si chiama Shop 172 ed è una piccola boutique che dà spazio agli emergenti, situata al numero 172 della vivace Brick Lane nel cuore dell’East End londinese. Se passate per Londra fate di tutto per andarci e per visitare questa zona emergente della città, fucina della nuova creatività. 

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Scritto da bobochic nella categoria street style in data febbraio 8, 2010

Le ragazze di Parigi sono molto brave a inventarsi look chic e trendy spendendo poco. Intervistandone qualcuna incontrata per strada, scopro che i loro negozi preferiti sono i negozi vintage del Marais, e i department store come COS (che purtroppo non ha negozi in Italia e non vende online), American Apparel, Zara… Il segreto sta nel mixare capi scovati nei mercatini o nelle friperies (negozi vintage, appunto), pezzi economici come quelli di Zara e COS, ad accessori un po’ più costosi come una borsa firmata o un bel cappotto con il collo di pelliccia.

Ho incontrato Audrey dentro allo store di American Apparel a Saint Germain. Indossa: sciarpa e cappotto COS, top H&M, borsa LANCEL. Le sue friperies preferite sono: Kiliwatch, Free’p'star.

Lizzie

Lizzie sta passeggiando con un’amica nel Marais. Indossa: abito VINTAGE, cappotto INES DE LA FRESSANGE, scarpe ZARA.

Eglantine

La bella Eglantine fa la commessa nella boutique di Sandro in rue Vieille du Temple nel Marais. I suoi negozi preferiti sono COS e ZARA.

Mimmi

La mia amica Mimmi è italiana, ma vive a Parigi da diversi anni. Qui, per una serata speciale, ha voluto ricreare il look anni ’80 alla Madonna prima maniera.

Fang Fang

Fang Fang si aggira tra le bancarelle di Puces de Vanves, uno dei mercatini delle pulci più interessanti di Parigi. Le chiedo dove fa shopping abitualmente, mi parla del Marais (ovvio!) e dei grandi magazzini Le Bon Marché, molto più chic dei più famosi Galeries Lafayette.

Scritto da bobochic nella categoria street style in data novembre 14, 2009

 

Carlotta e Denise

Carlotta e Denise

Store H&M, Via Indipendenza, Bologna. Sabato 14 Novembre. Ore 10:00 a.m. Carlotta e Denise vengono da fuori Bologna (una da Parma e l’altra da Forlì). “Siamo arrivate alle 8:00, ma c’era chi aspettava davanti all’ingresso già dalle 2 di notte. Quando hanno aperto le porte è iniziato il delirio: una ragazza è caduta per terra, la gente la scavalcava o ci passava sopra. Tempo un minuto e non c’era più niente” – si riferiscono all’abbigliamento donna firmato Jimmy Choo, in esposizione al piano terra vicino all’entrata. Per accedere invece all’area degli accessori, transennata e presidiata da nerboruti buttafuori, era necessario arrivare prima e accaparrarsi un braccialetto colorato da legare al polso: “Hanno iniziato a distribuirli alle 5:00”, mi spiegano ancora Carlotta e Denise. Le due ragazze, con la madre di Carlotta al seguito, sono comunque riuscite ad arraffare qualche capo Jimmy Choo: “Ci siamo divise. Io ho mandato mia mamma da una parte e sono corsa dall’altra”.

Chiara e Giulia, Roberta

Chiara e Giulia, Roberta

10:15 Roberta si sta provando un giubbetto ricoperto di paillettes davanti ad uno specchio, intorno a lei molte ragazze attendono fiduciose: la speranza è che non le stia bene e decida di non comprarlo.

10:30 Chiara e Giulia: “Quando siamo arrivate noi, alle 9, i braccialetti erano esauriti. Prendiamo le cose che la gente lascia”.

10:40 Sara, invece, sfoggia il prezioso braccialetto al polso. Fra poco sarà il suo turno di accedere all’area riservata. “A me Jimmy Choo non interessa. Il cappotto che ho addosso e la borsa sono di mia nonna”. Nel frattempo accorre un’amica esultante: “Ho venduto il mio a 50 euro!!!!”. Sara allettata dal possibile affare, si affretta a congedarsi: “Scusate, ma devo andare. Devo vendere il braccialetto prima che sia troppo tardi”.

Sara e Roberto

Sara e Roberto

11:00 Mi imbatto in Roberto, carico di scatole di scarpe, borse e vestiti. È venuto da Ancona con le sue due sorelle. Mi lasciano in dotazione una borsa maculata. Grazie!!!

11:10 Incrocio di nuovo Sara: è riuscita a vendere il suo braccialetto per 40 euro. Con i soldi ricavati comprerà un paio di sandali di H&M-non-Jimmy Choo. 

11:14 Mentre vago senza uno scopo ben preciso, mi accorgo che molte ragazze mi indicano e parlottano tra loro sommessamente: è la mia borsa che vogliono! Sono dunque entrata in possesso di preziosa merce di scambio, e anch’io mi faccio prendere dal delirio collettivo.

11:20 I camerini sono presi d’assalto: di quando in quando una commessa ne esce urlando divertita: “Un Jimmy Choo all’asta!”. La prima che lo afferra, ne entra in possesso. 

Regina

Regina

11:30 Regina, di Rimini, è in un angolo del primo piano che tenta di provarsi alcuni abiti. Ci offriamo di darle una mano facendole da paravento. L’abito che ha indosso è favoloso e, quando mi chiede un parere, non riesco a mentirle: “ti sta benissimo”, le confesso. Mi lascia comunque un bolero di paillettes.

11:45 In quello stesso angolo, cominciano a riunirsi tutte coloro che, di ritorno dall’area riservata, cercano un appoggio per vagliare con più calma il loro bottino. E presto diventa l’angolo dei baratti: chi scambia un sandalo tacco 12 per delle ballerine, chi un numero 38 per un 39. Per la mia pochette maculata mi offrono un paio di ballerine borchiate (scomodissime!!) e un paio di sandali molto sexy (mi sono grandi!). Mi tengo la borsa.

12:00 Chiara e Giulia mi offrono una clutch di plastica rosa in cambio della mia borsa…mmm…non so…ci devo pensare…

Natalia

Natalia: la fotografa

12:10 Nel frattempo la mia amica Natalia ha racimolato un jumpsuit (tuta), una shopping bag e un gilet di pelliccia sintetica, ma non riesce a trovare un paio di scarpe del suo numero: pare che nessuno porti il 36. 

12:15 Finiti i turni. Ora c’è la fila per entrare all’area accessori. All’altoparlante una voce implora: “Vi preghiamo di mantenere la calma”

12:30 Una commessa comunica a gran voce: “Sono rimasti solo i mocassini”. Natalia va a provarseli: a questo punto desidera così tanto un paio di Jimmy Choo che cerca di convincersi che anche i mocassini siano belli. Sono orribili! Per fortuna desiste e non li compra.

1:00 p.m. Siamo esauste. Purtroppo in cambio della mia borsa leopardata non riesco ad ottenere nulla di interessante. Vado a cercare Chiara e Giulia. 

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Epilogo.  Alla cassa pago il bolero di paillettes e la clutch rosa. L’unica cosa che veramente desideravo era il vestito stile anni ’80 trapunto di strass con le spalline imbottite e una profonda scollatura sulla schiena. Ma dopo tanta fatica, non me ne andrei a mani vuote nemmeno morta!