
Carlotta e Denise
Store H&M, Via Indipendenza, Bologna. Sabato 14 Novembre. Ore 10:00 a.m. Carlotta e Denise vengono da fuori Bologna (una da Parma e l’altra da Forlì). “Siamo arrivate alle 8:00, ma c’era chi aspettava davanti all’ingresso già dalle 2 di notte. Quando hanno aperto le porte è iniziato il delirio: una ragazza è caduta per terra, la gente la scavalcava o ci passava sopra. Tempo un minuto e non c’era più niente” – si riferiscono all’abbigliamento donna firmato Jimmy Choo, in esposizione al piano terra vicino all’entrata. Per accedere invece all’area degli accessori, transennata e presidiata da nerboruti buttafuori, era necessario arrivare prima e accaparrarsi un braccialetto colorato da legare al polso: “Hanno iniziato a distribuirli alle 5:00”, mi spiegano ancora Carlotta e Denise. Le due ragazze, con la madre di Carlotta al seguito, sono comunque riuscite ad arraffare qualche capo Jimmy Choo: “Ci siamo divise. Io ho mandato mia mamma da una parte e sono corsa dall’altra”.

Chiara e Giulia, Roberta
10:15 Roberta si sta provando un giubbetto ricoperto di paillettes davanti ad uno specchio, intorno a lei molte ragazze attendono fiduciose: la speranza è che non le stia bene e decida di non comprarlo.
10:30 Chiara e Giulia: “Quando siamo arrivate noi, alle 9, i braccialetti erano esauriti. Prendiamo le cose che la gente lascia”.
10:40 Sara, invece, sfoggia il prezioso braccialetto al polso. Fra poco sarà il suo turno di accedere all’area riservata. “A me Jimmy Choo non interessa. Il cappotto che ho addosso e la borsa sono di mia nonna”. Nel frattempo accorre un’amica esultante: “Ho venduto il mio a 50 euro!!!!”. Sara allettata dal possibile affare, si affretta a congedarsi: “Scusate, ma devo andare. Devo vendere il braccialetto prima che sia troppo tardi”.

Sara e Roberto
11:00 Mi imbatto in Roberto, carico di scatole di scarpe, borse e vestiti. È venuto da Ancona con le sue due sorelle. Mi lasciano in dotazione una borsa maculata. Grazie!!!
11:10 Incrocio di nuovo Sara: è riuscita a vendere il suo braccialetto per 40 euro. Con i soldi ricavati comprerà un paio di sandali di H&M-non-Jimmy Choo.
11:14 Mentre vago senza uno scopo ben preciso, mi accorgo che molte ragazze mi indicano e parlottano tra loro sommessamente: è la mia borsa che vogliono! Sono dunque entrata in possesso di preziosa merce di scambio, e anch’io mi faccio prendere dal delirio collettivo.
11:20 I camerini sono presi d’assalto: di quando in quando una commessa ne esce urlando divertita: “Un Jimmy Choo all’asta!”. La prima che lo afferra, ne entra in possesso.

Regina
11:30 Regina, di Rimini, è in un angolo del primo piano che tenta di provarsi alcuni abiti. Ci offriamo di darle una mano facendole da paravento. L’abito che ha indosso è favoloso e, quando mi chiede un parere, non riesco a mentirle: “ti sta benissimo”, le confesso. Mi lascia comunque un bolero di paillettes.
11:45 In quello stesso angolo, cominciano a riunirsi tutte coloro che, di ritorno dall’area riservata, cercano un appoggio per vagliare con più calma il loro bottino. E presto diventa l’angolo dei baratti: chi scambia un sandalo tacco 12 per delle ballerine, chi un numero 38 per un 39. Per la mia pochette maculata mi offrono un paio di ballerine borchiate (scomodissime!!) e un paio di sandali molto sexy (mi sono grandi!). Mi tengo la borsa.
12:00 Chiara e Giulia mi offrono una clutch di plastica rosa in cambio della mia borsa…mmm…non so…ci devo pensare…

Natalia: la fotografa
12:10 Nel frattempo la mia amica Natalia ha racimolato un jumpsuit (tuta), una shopping bag e un gilet di pelliccia sintetica, ma non riesce a trovare un paio di scarpe del suo numero: pare che nessuno porti il 36.
12:15 Finiti i turni. Ora c’è la fila per entrare all’area accessori. All’altoparlante una voce implora: “Vi preghiamo di mantenere la calma”
12:30 Una commessa comunica a gran voce: “Sono rimasti solo i mocassini”. Natalia va a provarseli: a questo punto desidera così tanto un paio di Jimmy Choo che cerca di convincersi che anche i mocassini siano belli. Sono orribili! Per fortuna desiste e non li compra.
1:00 p.m. Siamo esauste. Purtroppo in cambio della mia borsa leopardata non riesco ad ottenere nulla di interessante. Vado a cercare Chiara e Giulia.

Epilogo. Alla cassa pago il bolero di paillettes e la clutch rosa. L’unica cosa che veramente desideravo era il vestito stile anni ’80 trapunto di strass con le spalline imbottite e una profonda scollatura sulla schiena. Ma dopo tanta fatica, non me ne andrei a mani vuote nemmeno morta!